martedì 30 agosto 2011

Buon compleanno Edoardo!




Chiudo gli occhi, il naso appoggiato su una guanciotta morbida e profumata che annuso al suono del suo respiro calmo.
Apro gli occhi. Lo osservo. Stare a guardarlo mentre dorme mi rimette in pace con me stessa e il mondo. Nulla importa in questo momento.
Dorme a pancia in giù, sul lettone, la manina destra appoggiata sul copriletto. Pollice e indice congiunti, nella posizione yoga del mudra della consapevolezza.
Il mio piccolo saggio. 
A intervalli sento il rumore provocato dal ciuccio che si muove ritmicamente, enorme, sul suo visino da neonato. Il suo ciuccio rosa, simbolo della mia stupidità, monito costante a non commettere più quell'errore.
La mia mente corre al giorno dell'ecografia. Della terza ecografia, quella in cui abbiamo scoperto che l'esserino nella mia pancia sarebbe stato un maschio. Il terzo per l'esattezza. Fino ad allora a chi ci chiedeva se fosse maschio o femmina rispondevo ridendo: speriamo che sia femmina! Dopo due maschi non può che essere femmina. E intanto lui era lì dentro e cresceva, il mio ometto.
Laura, Tilla e Stefania, alla notizia della nostra terza gravidanza,  ci avevano regalato il ciuccio rosa, come augurio. Quel ciuccio era rimasto chiuso nella sua scatola finché una sera, quando Edoardo aveva pochi giorni, Lorenzo non ha deciso di usarlo per calmare un pianto apparentemente inconsolabile. Da allora il piccolo saggio non ha voluto altri ciucci.

La dottoressa ci chiama. E' il nostro turno, domande di rito e poi comincia con l'ecografo. 
-Signora… gli altri due cosa sono?
-2 maschi rispondo
-Ah… Mi dispiace, speravo di darle una buona notizia…
Il mio cuore ha un tuffo, il mio respiro si accorcia.
-E' un bel maschiotto
Max ed io ci guardiamo. So quanto Max ci tenesse ad avere una bambina, questa era, ovviamente, l'ultima occasione.
Mi sorride e mi accarezza la fronte in silenzio. 
Fuori dall'ospedale Max mi prende la mano -Stai bene? 
- Sì…. ma mentre lo dico una lacrima scivola sul mio volto. Ho il nodo alla gola, non riesco a parlare, vorrei spiegare ma neanche io so bene cosa stia succedendo. E non voglio piangere. Non ha senso piangere.
-Perché piangi? Ti senti male? Max mi guarda preoccupato mentre sento il contorno dei miei occhi pizzicare e diventare sempre più caldo e, contro la mia volontà, lacrimoni cominciano a bagnare le guance. Ora non riesco più a fermarmi e mentre piango vengo assalita da emozioni che fatico a distinguere e focalizzare ma sento una disperazione di fondo che al momento non comprendo. Non è possibile che tutta questa angoscia derivi dal fatto che non si tratti di una femmina. Mi rifiuto di crederlo.

Ora mentre osservo il piccolo saggio sdraiato sul letto comprendo tutto. Rivivo l'istante in cui ho sentito la prima lacrima formarsi, gonfiarsi fino a esplodere e scivolare giù fino al mento. E sento ancora i miei occhi bruciare.
Respiro piano, lo annuso ed ecco di nuovo quello strano nodo alla gola e quella strana emozione che piano piano, un po' alla volta esce dalla nebbia dell'emotività e si rivela per quello che realmente è: senso di colpa.
Mi rivedo fuori dall'ospedale, con la mia bella panciona. Guardo Edoardo mentre dorme beato mentre mi tiene stretto stretto il mignolo e in quel preciso istante so che quelle lacrime erano una richiesta di perdono. Perdono per aver pronunciato quella frase, perdono per non aver neanche minimamente contemplato l'ipotesi che fosse un bambino, che fosse lui. Ora mentre lo osservo, mi rendo conto che non poteva essere nessun altro.



1 commento:

  1. auguri Edoardo!
    Sono sicura che non se ne è accorto nemmeno dei tuoi sensi di colpa!
    so di cosa parli, io ho due figlie femmine e durante entrambe le eco ho sperato con tutta me stessa che fossero tali.
    l'importante, noi mamme lo sappiamo bene, è che stiano bene!
    mettila così ti rifarai con le nuore!
    se ti va passa a trovarmi.
    Ciao!

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