venerdì 22 giugno 2012

L'autobus



Galleggio tenacemente aggrappata al brandello di equilibrio che in questi giorni sono riuscita a trovare per il mio nuovo cuore zoppo. Non è facile. Nessuno può capire il mio dolore, neanche chi ha già vissuto quello che sto vivendo io in questo momento. Come io non posso capire il dolore altrui.
Lo osservo, questo dolore. E' fatto di un corsa in ospedale verso la vita che si schianta contro la morte, di un'ecografia immobile, di un abbraccio di felicità che si trasforma in abbraccio di disperazione, di Malox sostituiti da Kalcid, di cassetti appena riempiti da svuotare nuovamente, di occhi gonfi che bruciano e respiri che non riescono ad arrivare fino in fondo.
Il mio nuovo equilibrio ha questo come peso da controbilanciare. E so già che il mio cuore rimarrà inevitabilmente zoppo.
Sono stata il suo autobus per questi 8 mesi di passaggio in questo mondo, mio piccolo viaggiatore del tempo. Abbiamo condiviso lo spazio angusto della mia pancia, il cibo, il sangue, le emozioni di questo viaggio durato 8 mesi.
Lo vedo e lo sento questo nuovo equilibrio che piano piano sto trovando. Che mi permette di stare in mezzo alla gente ma che mi lascia i miei angoli oscuri di dolore.
Zoppico ma vado avanti.

2 commenti:

  1. Mi hai commossa!!! Spesso passo di qui e spesso mi commuovo, ma questa volta ho anche un po' sofferto...
    Un abbraccio grande
    Elisa

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    Risposte
    1. Grazie Elisa, per essere passata e per il tuo commento :)

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