lunedì 30 luglio 2012

Per non saper né leggere né scrivere



Edoardo non parla ancora. Fa un sacco di cose. Pulisce il pavimento con il robottino, pulisce anche il robottino smontandolo e rimontandolo, mangia da solo, pulisce i vetri, fa i suoi bisogni nel vasino... Ma... non parla. Le poche parole che dice, a parte abughé (che però non è una parola a dire il vero) sono mamma, papà, pappa, cacca, pipì, peppiaceie, ghia e ghiu (i suoi miti), nonna caia, nonna anna, Ani (il nome del nostro gatto), Ede (Fede, mia cugina, non Emilio ovviamente), auà (acqua). Basta. Nulla di più.
Ieri eravamo a tavola. C'erano le patatine. Miche era seduto accanto a lui e le stava mangiando col ketchup. Edoardo comincia a sbracciarsi indicando verso la bottiglietta del ketchup. Facciamo finta di niente. Stiamo usando questa tattica sperando che tiri fuori qualche altra parola. Gestire questa comunicazione fatta di gesti e versi sta diventando obiettivamente faticoso. Vista la mal parata, bramando ardentemente un po' di ketchup per le patatine Edoardo si mette a urlare come un pazzo
-Kappaaaaa!
...
Ci guardiamo esterrefatti.
Porca miseria, non parla ma sa già come si scrive!

2 commenti:

  1. Certo che i bimbi di oggi sono svegli! Probabilmente Edoardo non ha semplicemente voglia di parlare di più, tanto si fa capire e quando vuole sa come dire le cose.
    Pensa che ho anch'io un nipotino Thomas figlio di mia nipote, che ha 18 mesi ma dice solo mamma quando è incavolato e "cacca" per il resto si fa capire benissimo ed è "tremendissimo".
    Buona notte e un bacione ai tuoi bellissimi bimbi.
    Tina

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  2. Cavoli Tina mi sa che è la nuova moda in auge tra i bambini moderni. Non parlano ma si fan capire benissimo!
    Buona notte a te!

    RispondiElimina

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