martedì 22 gennaio 2013

Martin Eden



Ho letteralmente adorato questo libro. Se non fosse stato per il mio professore di Letteratura Angloamericana all'Università credo che non avrei mai avuto la voglia di leggerlo. La sinossi non mi attirava per nulla e lo cominciai con un senso di stanchezza e fastidio che dopo le prime pagine  mi abbandonò subito.

Partendo da un spunto autobiografico, come nella maggior parte delle sue opere, Jack London racconta di Martin Eden, un marinaio che si trova a salvare la vita, durante la navigazione, a un ragazzo di ricca famiglia, Arthur che, per gratitudine, lo accoglie in famiglia. Qui conosce Ruth, la sorella, che diventa una vera e propria ossessione. Per conquistarla comincia a studiare e a scrivere.
Il senso di inadeguatezza fa da sfondo a tutto il libro, durante il viaggio di Martin che lo porterà a scoprire, in maniera beffarda, che forse non ne valeva la pena.

Jack London in Italia è famoso per Zanna Bianca, che lessi alle elementari, probabilmente in una rivisitazione per bambini. Non mi piacque e quando mi trovai davanti a Martin Eden partii, come già detto, più che prevenuta.
Lessi il libro in una manciata di giorni, rapita dal suo stile capace di calarti completamente in quello che stai leggendo e dalla forza eroica del suo personaggio, capace di spostare le montagne pur di arrivare alla sua meta. Sicuramente non è una lettura leggera né divertente. Ma lo consiglio a chi ha voglia di vivere un'avventura appassionante, un viaggio all'interno di se stessi alla ricerca della forza che abbiamo in noi ma della quale spesso non ci rendiamo conto.

Potete trovarlo qui:  Martin Eden

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