sabato 1 febbraio 2014

Un concerto

foto di Sara Ottanà

Ieri sera siamo stati a un concerto. Loro sono gli Adam Carpet. E mi piacciono un sacco. La prima volta che li ho sentiti è stato per merito della mia amica Sara, la Fotografa, che ci immortala mentre facciamo Yoga. Sua sorella suona il basso, anzi, uno dei due bassi. Un bel giorno mi è comparso sulla pagina di Facebook un loro video. Mi ha incuriosito e mi si è aperto un mondo.
La loro è una formazione particolare: 2 batterie, 2 bassi e una chitarra. Niente cantante. Tutto strumentale. L'impatto è particolare. Direi distopico. Disposti a triangolo, le due batterie davanti sono le protagoniste del palco, dietro i due bassi, al centro ma in fondo, dove di solito siamo abituati a vedere la batteria, la chitarra.
Iniziano a suonare e dal fumo cominciano a comparire le loro figure. Mi piace vedere l'intesa dei due batteristi che a tratti suonano insieme e a tratti suonano in una sorta di botta e risposta. Mi sono sempre chiesta come sia possibile muovere mani e braccia in maniera indipendente eppur veloce. Mentre la nebbia si dirada compaiono anche i due bassisti. Lei, portamento, trucco e pettinatura da diva anni 30, indossa jeans cortissimi, canotta bianca e anfibi. Suona sicura sul palco, lo sguardo rivolto al cielo. E io me la ricordo, giovanissima, quando è nato Michelangelo, con un fagottino in mano. Erano delle pietre. Le pietre fortunate del segno del leone. Miche le ha ancora nel suo cassetto.
Il mio sguardo si sposta sull'altro bassista e lì si ferma. Ho un tuffo al cuore. Il viso sfigurato, sembra da un'ustione. Lo osservo, mentre suona senza posa, con passione e la mia testa parte: chissà quanto deve aver sofferto. Chissà quando, come e cosa è successo. Mi sembra di vedere nel suo modo di suonare tutto il dolore uscire per trasformarsi in energia creativa. E se invece di un'ustione si trattasse di acido?! Oh santo cielo quanto è ingiusta la vita! Mentre lo guardo mesmerizzata vedo che si porta le mani alla testa. Ecco! Sta male! Mi compare l'immagine di Clouseau travestito da gobbo di Notre Dame mentre urla: Aaaahhhh! Le campaneeee! E mi viene un lampo. Sara è vicina a me così mi allungo verso il suo orecchio: Sara! Urlo. Ma il bassista... è così o ha una maschera?! Lei sorride e mi urla: è una maschera, stai tranquilla, non è successo niente. Uhm. Ok... Mi son fatta suggestionare dal ritmo quasi ipnotico. Guardandolo meglio, effettivamente, si vede il contorno della maschera sotto al mento. E la forma degli occhi...

Terrò d'occhio le date del loro tour. Sicuramente andrò ancora. Mi hanno raccontato che di solito utilizzano anche giochi di luci per rendere ancora più ipnotica e coinvolgente l'esperienza. Purtroppo ieri sera non è stato possibile a causa di una colonna in mezzo alla sala.

Vi lascio il video del mio brano preferito (che uso a lezione quando faccio Budokon :) )


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