sabato 3 maggio 2014

La ragazza che hai lasciato



Stanotte l'ho finito. Miche non stava bene, mi ha chiamato un po' di volte. Alla fine ho deciso di approfittarne e finirlo. Ok, lo dico subito così mi tolgo il pensiero: HO PIANTO ANCHE QUESTA VOLTA. 

Ecco. 

L'ho detto. 

Sono a posto. 

Ho pianto di un pianto diverso. Perché La ragazza che hai lasciato è un libro molto diverso da Io prima di te (che rimarrà inciso nel mio cuore per sempre). In comune hanno l'interesse, da parte dell'autrice per l'uomo, per la sua complessità e le mille sfaccettature dei rapporti umani.
Nulla è mai bianco, nulla è mai nero. Ci sono tante sfumature di grigio (vere) che rendono i rapporti complessi da leggere, fraintendibili a chi è pigro di cuore e non si avventura oltre la propria zona di comfort per andare a caccia del vero io di chi sta davanti. Perché ognuno di noi, anche il più sincero, necessariamente si costruisce, strada facendo, una corazza. Avere il coraggio di andare oltre la corazza premia. Sempre. Leggendo questo libro mi è venuta in mente una frase che ho letto navigando: 

Sii gentile, perché ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia della quale tu non sai nulla. 


E questo libro parla di battaglie vere, sui campi della Prima Guerra Mondiale, e personali, nei tribunali di Londra e fuori, in un mondo sospeso, sopra Londra. Ancora una volta Jojo Moyes punta alla verità, all'essenza dei sentimenti, alla quale si arriva, spesso, attraversando rovi che strappano la carne per giungere al cuore. Perché arrivare al cuore spesso è doloroso.

Se siete pigri e non avete voglia di andare in libreria lo trovate qui

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